Mancavo da Arpino da due settimane, giusto dal Gonfalone, e mi sono ritrovato ad ascoltare un resoconto “di guerra” dei giorni immediatamente seguenti alla manifestazione che mi ha lasciato veramente stupito.
Onestamente sono rimasto perplesso nel sentire di persone che hanno strappato gli striscioni dalla porta del Ponte, si sono arrampicate su balconi del quartiere per tirare giù e bruciare in strada le bandiere giallorosse, hanno addirittura tentato di entrare nella sede dell’Associazione per vandalizzarla, violando una proprietà privata e insultando e minacciando i proprietari della casa.
Credo che nulla possa giustificare un atteggiamento così aggressivo, maleducato, vandalo e delinquente, perchè di questo si tratta, e poco abbia a che fare il colore biancoverde delle magliette che questi quattro mammocci sfigati e repressi indossavano durante le loro bravate.
Nascondersi dietro “i festeggiamenti” della vittoria dell’Arco credo sia stato un gesto tanto vigliacco quanto quello di usare violenza dove al massimo dovrebbe esserci solo goliardia. E la mancata denuncia alle autorità dei suddetti quattro mammocci sfigati e repressi forse è stato un gesto troppo clemente da parte di chi è stato oggetto della loro violenza, ma perlomeno ha evitato ulteriori tristi strascichi…
Ora mi chiedo: non si è esagerato? Escludendo una “responsabilità oggettiva” dell’Arco in questi gesti, perchè i suddetti quattro mammocci sfigati e repressi nonostante tutto non dovrebbero avere bisogno della balia, ma “mettere le cervella” per conto loro, forse sarebbe il caso che il Direttivo biancoverde spiegasse loro che oltre la vergogna personale di certi gesti, ci sarebbe da evitare di rovinare l’immagine di un intero Quartiere, fatto, ad eccezione dei suddetti quattro mammocci sfigati e repressi, di persone perbene.
Quando la goliardia del Ponte si manifestava nella consegna delle pannocchie, dei “doni” natalizi e nel far sventolare i colori giallorossi sul “campanaro”, il Direttivo dell’Arco ha chiesto maggiore rispetto ed educazione nei confronti del Quartiere. E il Direttivo del Ponte ha redarguito gli autori e chiesto di interrompere ogni ulteriore scherzo. Detto e fatto. Adesso è il momento che il Direttivo dell’Arco dimostri di saper applicare la lezione anche ai propri tifosi, spingendoli verso più simpatici sfottò e burle creative, per evitare che una festa si trasformi in un’inutile e rancorosa guerriglia.
Alla fine il Gonfalone è un bel gioco, e pensare che quattro mammocci sfigati e repressi, dietro qualunque colori nascondano la loro pochezza, possano rovinarlo a tutti è infinitamente più triste di non vincere il drappo…