AL PONTE IL ROCK!
Gli organizzatori
Domenica 22 luglio 2007, presso la nostra mitica piazza Gioacchino Conti si è svolta la prima edizione di “PONTE ROCK”. Una manifestazione nata da un’idea e organizzata grazie all’impegno dei ragazzi della nostra tifoseria, che accomunati da un particolare interesse per la musica hanno deciso di lanciare questa iniziativa. Lo scopo della manifestazione è stato quello di dare l’opportunità a giovani gruppi emergenti di presentare la propria musica in pubblico e di confrontarsi con altre realtà musicali, ma anche di offrire ad Arpino una serata diversa dalle altre, all’insegna del rock. L’evento è stato realizzato grazie al supporto della nostra Associazione, della Pro Loco di Arpino e soprattutto dell’Amministrazione Comunale che ha saputo cogliere le nostre finalità dandoci tutti gli strumenti necessari per la sua buona riuscita. È stata una bellissima serata, contradaioli e non, tutti con lo spirito giusto, quello di trascorrere una calda serata d’estate all’insegna della musica e del divertimento. Grazie al successo registrato e alla folta partecipazione, ci auguriamo che l’evento possa diventare un appuntamento fisso dell’estate arpinate. É stato emozionante aver visto rivivere la gloriosa piazza del Ponte rimasta per troppo tempo muta.
Un ringraziamento speciale ai gruppi che si sono esibiti per noi: BUFFER OVER FLOW, JACKPOT, RUNNER OVER BATS, PARAGON FRAME e STRANGE AMNESIA ed ai ragazzi dei graffiti che con il loro estro hanno saputo ben rappresentare il nostro mitico simbolo… il Joker! Soddisfatti di quello che abbiamo creato e consapevoli dei miglioramenti da apportare, vi diamo appuntamento alla seconda edizione.
Grazie di nuovo a tutte le persone presenti…. siamo felici di aver condiviso con voi una magnifica serata.
IL PROFUMO DEL GIGLIO
di Bruno Martino
Nel Ponte. Il mio Ponte. Proprio lì sono nato. Là dove l’incessante respiro del vento mi porta ancora oggi, fin qui, sulle Alpi, il profumo del bianco Giglio, simbolo, insieme al Santo, del mio Quartiere.
Il Giglio è originario della Siria e della Palestina ed è stato considerato, da sempre, simbolo di purezza, di castità, ma anche di fecondità proprio per la sua capacità di riproduzione.
E’ una pianta della famiglia delle Liliacee dal profumo straordinario, persistente, e comprende numerose specie ed ibridi.
Ha avuto diversi usi nella medicina popolare: ai tempi di Sant’Antonio si usava per cataplasmi emollienti e risolventi su scottature e paterecci. Si usa ancora oggi principalmente per ricavarne prodotti cosmetici e profumi.
Un tardo mito ellenico narra che Eracle, figlio di Zeus, attaccandosi al seno della Dea Era, ne fece sgorgare del latte che, finendo a terra, diede origine al Giglio bianco. Nell’Antico Testamento, il Giglio è simbolo della bellezza, della fertilità ed anche della fioritura spirituale. Nel Cantico dei Cantici questo fiore divenne la pianta della vita, una immagine profetica del Cristo e della sua regalità sull’universo. E’ stato spesso scelto nell’arte decorativa minoica e micenea dove aveva un significato ed una funzione sacrali: infatti lo si chiamava “il fiore dei fiori”. Molti sono i santi, Papi e Sovrani ritratti ornati dal Giglio bianco. Nelle allegorie rinascimentali venne utilizzato per comporre la figura della pudicizia.
Il mio augurio è che il Giglio diventi, per i concorrenti del Quartiere, nella fatica elevante di ogni gara, ispiratore di impegno genuino, leale e generoso, affinché il profumo del Ponte si diffonda nel territorio arpinate fecondandolo con il nostro naturale entusiasmo e la nostra schietta emozione.
Sì, porto il Ponte nel cuore. Lì sono nato e lì sono la mia anima, i miei occhi, il mio cuore.
E allora…FORZA RAGAZZI!!!
PONTE FOLK!
di Marco Parravano
Sembra l’altro ieri quando Filomena (Roberta Palleschi) e Antonio (Federico Corsetti) si sono sposati. Sembra ieri quando M’ntina (Eugenia Cantucci) ha dato alla luce Antonio. Ed ora tocca ancora a noi. I ragazzi del balletto, Timoteo e i ragazzi del Ponte stanno affilando le ciocie per l’ennesima esplosione di folklore. La manifestazione de Il Gonfalone non è più una cosa da principianti: ci vuole passione, fatica e tanta memoria dei tempi che furono, e che noi riporteremo alla vita. Le prove del balletto vanno avanti già da metà luglio. Come al solito nuovi acquisti e vecchia guardia sullo stesso asfalto a contare i passi e i giorni che li separano dalla giornata folkloristica del sabato. Quest’anno, sotto la direzione artistica di Valentina Cinelli, accompagnati dalle musiche di Bendetto Vecchio eseguite dal maestro Gianni Rea, il balletto del Ponte sarà lieto di intrattenere il gentile pubblico ancora una volta con il suo inconfondibile stile di danza. Coinvolgente, trascinante, giallorosso! E Timoteo? Ve lo ricordate Timoteo sul palco dei vincitori? Beh, vi basti solo sapere che lavora praticamente da più di un anno all’angolo caratteristico di quest’anno che sarà, nelle migliori previsioni, il suo capolavoro:
Cento anni fa la Ciociaria era bella, più di ora, ma le possibilità di avere una vita dignitosa erano riservate solo a pochi fortunati. Nelle campagne uomini e donne erano figli, e al tempo stesso schiavi, di una terra troppo spesso ingrata alle cure che riceveva. Il concetto di benessere: sconosciuto. La speranza toccava solo i più coraggiosi che volgendo lo sguardo a Nord o ad Ovest ambivano a riscattare onestamente la loro posizione.. Ed è così che un manipolo di contadini ciociari si incamminò verso una meta indefinita, su un altro continente, in un altro, nuovo mondo. Con loro solo una valigia di cartone, piena di sogni per i loro figli, e bagnata dalle lacrime delle loro mogli. Li vedremo partire e con loro rivivremo quei momenti. Per amore di chi lasciò questa terra…
Ora sta a voi scommettere anche quest’anno sul Ponte. Supportarci, aiutarci, partecipare. Vi assicuriamo che non ve ne pentirete. Perché i colori più belli dell’estate sono il giallo e il rosso!
ATTENTI A QUEI DUE
di Marco Sardellitti
Con vero piacere ho raccolto l’invito del presidente a scrivere qualche riga di presentazione della gara dell’asino e dei nostri due protagonisti, Moreno ed Amedeo.
Beh, non me ne vogliano gli altri concorrenti ed i miei “colleghi” del tiro alla fune, ma la corsa con gli asini è a mio avviso la più coinvolgente ed emozionante. In questi ultimi anni abbiamo assistito a gare di livello crescente, combattute da binomi ben preparati e forti. La competitività è aumentata e gli asini in grado di vincere la corsa sono sempre di più.
Certo, non nascondo l’orgoglio di essere il preparatore di Amedeo, uno degli asini più forti che abbiano mai corso ad Arpino, anche se con le sue gare da cartone animato ci lascia impietriti fino all’ultimo secondo. Ormai è il settimo anno che corre con noi e nonostante le ultime brillanti vittorie, siamo sempre cauti nel ritenerlo un vincitore sicuro. Anzi, ogni anno sembra di non essere tra i favoriti anche se la consapevolezza di avere un fantino fortissimo ci rende più sicuri nell’ottenimento di un buon risultato. Si, perché di solito si ricordano i nomi degli asini e quasi mai quelli dei fantini che li hanno cavalcati. Per me la presenza di Moreno su Amedeo è determinante, nessun altro potrebbe condurlo allo stesso modo, nessun altro potrebbe far impostare al nostro quadrupede quelle traiettorie che solo Moreno sa interpretare. Senza il Moro, probabilmente, Amedeo non sarebbe lo stesso, non manterrebbe quella velocità e quella aggressività per tutto il percorso.
Non a caso altri pur bravi fantini che hanno cavalcato il nostro asino, non cavandone molto, lo hanno liquidato dicendo che era un brocco, senza capacità di corsa e di risposta ai comandi. Ma quando c’è il Moro, come d’incanto, Amedeo va a tutta, senza respiro e non demorde fino a che non ha guadagnato la testa della corsa.
Anche quest’anno, dopo una preparazione di alcuni mesi svolta ad Arpino, Amedeo è stato trasferito ad Allumiere dove ha completato l’allenamento per la gara. A tal proposito voglio ringraziare il mitico Gigi Ceccarelli che con grande professionalità ed attenzione ha saputo di nuovo preparare il nostro asino per il Gonfalone. Grazie di cuore anche a Roberto e Vincenzo che mi hanno accompagnato quotidianamente nell’allenamento di Amedeo prima e Garibadi poi.
Insomma, l’appuntamento è per il 19 agosto, alle ore 17,30. Se siete attenti vedrete sfrecciare un Intercity con un solo passeggero, dal caschetto giallorosso.
Ed allora, non mi rimane che usare le stesse parole del Presidente: “COMBATTI MORO, COMBATTI”!
ALLA FUNE… IN TIRO… VIA!!!
di Francesco Salvo
Chissà quante volte i miei ragazzi si sono sentiti urlare contro questa frase … decine, forse migliaia di volte. Frase di incitamento, frase che sa di adrenalina che sale quando sei lì sul palco e devi dare tutto te stesso senza risparmiarti, frase che nasconde il sudore di tanti faticosi allenamenti che precedono la gara, frase che nella testa dei miei tiratori suona come un motto, come una “missione”, come un dovere.
La sera del Gonfalone 2006 (indimenticabile!) ha avuto per tutti il sapore della vittoria, il nostro piazzamento nel temutissimo tiro alla fune valeva certamente molto di più di un semplice secondo posto. Per i nostri animi significava avercela finalmente fatta, per noi significava iniziare a sognare … Per noi oggi quel giorno significa non voler smettere di sognare perché sognare, ammettiamolo, ci ha fatto tornare un po’ bambini e, attraverso gli occhi di un bambino, siamo riusciti a cogliere la magia di quella notte ed il sapore dolce, dolcissimo della vittoria. Troppo dolce per potercene privare proprio adesso … Eh già, perché dietro quel risultato c’è il frutto del lavoro instancabile di un gruppo affiatato e ben assortito. Sono loro, i miei ragazzi, che hanno saputo creare quella sorta di legame che rende indispensabile al tempo stesso il lavoro di ognuno e l’impegno di tutti. Da quella sera niente è cambiato. I ragazzi hanno confermato maturità, attaccamento ai colori ed entusiasmo da vendere. Sanno bene dentro di loro che per diventare dei grandi tiratori non basta vincere, arrivare al traguardo o solo avvicinarsi alla meta tanto ambita, ma serve molto di più … c’è bisogno di umiltà, c’è bisogno del cuore, dell’amore, c’è bisogno di credere sempre fino in fondo in ciò che si sta portando avanti e farlo nel rispetto assoluto ed incondizionato degli altri. In una parola c’è bisogno di passione, di quella passione che mantiene vivi i sogni e non li lascia morire …
Siamo un gruppo abbastanza eterogeneo: si parte Vincenzo, il più “piccolino”, ragazzo tutto pepe appena sedicenne, che ha poco da invidiare ai suoi compagni visto che, a guardarlo bene, sembra già veterano. Poi c’è Bruno, un quarantenne pieno di passione e voglia di fare che, devo ammetterlo, riesce più che bene a mantenere il passo dei più giovani. Passando per Fabio, un trentacinquenne veramente tosto, è lui che, con il suo ruolo di “ultimo” e grazie al carattere da vendere che ha, dà i tempi a tutta la squadra. Fondamentali sono anche il nostro “mago della strappata” Marco Capoccia, per la sua esplosività di gambe ed il ventitreenne Marco Pastarella, la nostra “zeppa” che si distingue per cocciutaggine e determinazione … per vincere sarebbe disposto veramente a tutto! Infine c’è Davide “lo straniero”, un ragazzo di Fontana Liri che, ignaro del mondo che ruota intorno al Gonfalone e soprattutto delle tecniche del tiro, ha dovuto faticare forse più degli altri per raggiungere il livello dei suoi compagni che, dal canto loro, l’hanno accolto a braccia aperte. I miei ragazzi sono sotto la guida attenta dell’allenatore Dino Villa, con noi già da tre anni, un “omone” dall’aspetto burbero ma dal cuore grande e soprattutto espertissimo del tiro alla fune.
Ma per raggiungere ottimi risultati è indispensabile anche la disponibilità di ragazzi come Aldo Rocha, cui va il merito di essere pronto a non tirarsi mai indietro di fronte a qualsiasi sacrificio pur di vedere vincere i suoi amici; per non dimenticare il mitico Angelo, ideatore della macchina “malefica” fonte di tante fatiche e sofferenze per i nostri ragazzi.
Noi del direttivo abbiamo anche allacciato un gemellaggio con una squadra di Fermo allenata dal grande Lanfranco Borraccini (chi è del campo lo conosce bene!) e nel mese di luglio siamo andati a fargli visita per fare tesoro di ogni tipo di segreto che ci permetta di perfezionare la tecnica ed acquistare metodi di allenamento veramente efficaci.
Buona parte del merito dei risultati conseguiti va anche a Renato Rea, altro responsabile del tiro, che grazie alla tranquillità che infonde unitamente alla grande esperienza, riesce a tenere il gruppo tranquillo e concentrato. Dulcis in fundo ci sono io … logicamente non starò qui a giudicarmi (lo lascio fare a voi) ma colgo l’occasione per ringraziare i miei ragazzi, nessuno escluso, che, con buona dose di pazienza, sono riusciti a sopportarmi durante l’anno (… e non è una cosa semplice).
Cos’altro aggiungere? Dopo tante parole dovrà essere il palco a premiare il nostro impegno … Noi saremo lì, trepidanti, ed impazienti sotto il palco a fare il tifo per i nostri ragazzi, con il cuore colmo di gioia, di grinta, di ricordi indelebili e con la stessa luce che brilla negli occhi, consapevoli di aver rispettato il nostro dovere e con la voglia matta di rivivere quel sogno chiamato Vittoria!
Il Ponte nel cuore … sempre!!!
FIERI CHE VOI SIATE DEL PONTE
di Cristiano Sciucca
Da più di tre mesi a questa parte le strade di Arpino hanno iniziato a colorarsi e popolarsi di gruppi di giovani sportivi che, incuranti anche dell’afa record di quest’anno, hanno corso, saltato e sudato in lungo e in largo, allenandosi senza sosta per giungere puntuali ad uno speciale appuntamento il giorno 19 del mese di agosto. Sono i ragazzi del Gonfalone…o meglio…sono gli atleti del Gonfalone. Atleti sì, perché per poter vincere nel Palio di Arpino, o comunque per poter esprimere una buona prestazione, non si può prescindere da una seria e completa preparazione fisica. Allora da Civita Vecchia a Panaccio, da Montenero al Vallone, al Collecarino o persi in chissà quale percorso segreto, ecco i nostri eroi consumare l’asfalto ovvero anche “consumarsi” tra esercizi, allunghi e ripetute. Anche quest’anno il nostro Quartiere ha potuto, fortunatamente, contare su una nutrita schiera di giovani. Un gruppo davvero eccezionale formato in parte da atleti per così dire “storici” ed in parte da importanti innesti, effettuati per l’anno passato come per quello corrente. Con determinazione e sacrificio si sono tutti messi in gioco per migliorare se stessi e poter competere al massimo delle proprie possibilità sul percorso di gara. Hanno riso e scherzato alleviando le fatiche delle innumerevoli sedute di allenamento, cementando tra loro col passare del tempo un’amicizia che non è stata sfiorata dalle pur legittime ambizioni personali là dove più di loro si sono trovati in lizza per un solo posto da “titolare”. Andiamo dunque a conoscere gli atleti giallo – rossi partendo dalle future leve, dai prossimi protagonisti dei Gonfaloni a venire. Tre nomi: Adriano Martino, Nicolas Vona (nuovo Cavallo) e Gian Marco “Maga” Mancini.
Con le sue lunghe leve ed un’eleganza innata Adriano oltre che nelle ripetute con il gruppo degli staffettisti si è distinto per una particolare propensione a saltare nel sacco. Seguito per i suoi primi salti dallo stesso Tiziano può rappresentare una vera promessa. Come lo è Nicolas, non a caso definito il nuovo “Cavallo giallo – rosso”. Del resto come tutti i grandi è genio e sregolatezza, quindi alterna ancora prestazioni eccezionali a qualche calo di tensione giustificato del resto dalla giovane età. Futuro assicurato per staffetta e carriola. Che dire del mitico Gian Marco “Maga”, elemento di connessione con lo staff tecnico, sindacalista della ripetuta, cronoman ufficiale e quando gli gira bene pure staffettista col piglio del miglior Gattuso. Quando manca lui gli allenamenti non sono la stessa cosa.
Il lato rosa del Ponte è rappresentato da tre splendide ragazze: Alessia Rea, Claudia Raiola e Claudia Bove. Alessia la conoscete tutti e non c’è bisogno di aggiungere altro se non rimanere ancora una volta stupiti dalla serietà, impegno e determinazione che ha profuso negli allenamenti nei quali è stata sempre fedelmente assistita da Claudia Bove (a dirla tutta anche lei con una certa propensione a portare la cannata), nonché dall’amore sconfinato che nutre per il suo Quartiere. Da Fontana Liri con furore Claudia “Peggy” Raiola anche quest’anno ha macinato chilometri con un vaso in testa. Si lamenta di continuo e stressa pure un po’, ma quando parte è un rullo compressore. Non fatela arrabbia’! Nutrito il gruppo degli staffettisti, composto da: Claudio “Scup” Rea (missile in rampa per stupire ancora), Lorenzo Quattrociocchi (la gazzella di Panaccio), Gianluca “Emo” Pallisco (pronto per la consacrazione tra i grandi del Gonfalone), Emilio Paolisso (l’esperienza e l’eleganza al servizio), Alessio Salvucci (il più determinato di tutti…non molla mai) nonché l’ultimo grande acquisto Gianluca Corsetti (la sorpresa dal cambio di passo bruciante).
In tre per la corsa con la Carriola. Il veterano del gruppo Daniele Tomaselli guida i suoi compagni e stupisce sempre per l’incredibile forza esplosiva che riesce ad esprimere nel gesto atletico. Mai domo. Marco Zagaroli, sempre puntuale, meticoloso e concreto se del caso fa sempre una ripetuta in più e mai in meno. Polmoni e gambe d’acciaio. Come lui anche Maurizio “Poiana” Rea, vero decatleta del Ponte: corsa, bicicletta, calcetto, nuoto…fermatelo!!!
Dulcis in fundo per la corsa con i sacchi Tiziano Mura. Detentore della vittoria in questa disciplina, conferma la sua straordinaria simbiosi con l’attrezzo da gara all’interno del quale sembra quasi non palesare stanchezza mentre si inerpica in progressione sulle salite di via Abate Ildefonso Rea.
Questa è la mitica squadra del Ponte per l’anno 2007, questi i ragazzi che sicuramente ci faranno sognare sul percorso di gara. A loro va l’applauso di tutto il Quartiere per l’impegno profuso e per gli ottimi risultati che, sono convinto, riusciranno ad ottenere. Grazie ragazzi, siamo tutti con voi…fieri che voi siate del Ponte.
IL LATO ROSA DEL GIALLOROSSO
di Roberta Palleschi
A quasi un anno dalla vittoria che ha inebriato i nostri cuori ed annebbiato le nostre menti per l’immensa felicità, credo sia doveroso fare una breve riflessione su un gruppo di tifose che ogni anno, guidate dalla team leader Sandra Mastroianni, si ritrova puntualmente nel suo scantinato per mettere una volta tanto non solo il cuore ma anche le mani a disposizione dei colori giallorossi.
Parlo di un gruppo che ormai da lunghi anni partecipa a queste “riunioni”, sin dai tempi in cui ci si ritrovava a casa della suocera di Sandra, dove l’indimenticabile Peter veniva di tanto in tanto a portarci il suo saluto ed a chiedere un bicchiere d’acqua. Ed è stato in questo modo che ho cominciato, insieme a tante altre compagne di viaggio come Laura, Irene, Alessia, Claudia, Sara, ad appassionarmi al mio quartiere, ascoltando i racconti delle vittorie di tanti anni prima e delle sagre “supervisionate” dalla signora Carfagna, cantando insieme le canzoni di Battisti mentre si inzuppavano i biscotti delle pesche all’Alchermes e piangendo mentre si sbucciavano le cipolle per i numerosi soffritti necessari.
Qualche anno dopo il laboratorio gastronomico del Ponte si è spostato nella nuova casa di Sandra, progettata quasi appositamente per ospitare in tutta comodità la massa di persone, cresciuta negli anni, che vi si riversavano per collaborare alla migliore riuscita della sagra di quartiere. Come dimenticare i quintali di sugo “remati” da Rosa, Bruno, Enza e Walter? Per non parlare delle miriadi di cotiche recuperate da Concetta e Loredana! E dove mettiamo Bianca, che con il suo energico piglio era capace di rivoltare chili e chili di pasta delle crespelle? Ma, dulcis in fundo, c’è lei, la nostra Sandra, i suoi dolci, la sua passione e la sua incrollabile fede pontigiana.
Con questo, cara Sandra, vogliamo dirti grazie, perché anno dopo anno sei diventata per noi e per il Ponte un vero pilastro ed una fonte di stimolo continuo. Non dimenticheremo mai, grazie a te, il clima di scherzo e di fiducia nelle sorti dei tanti Gonfaloni vissuti e quel sentimento di gioia e partecipazione che anche noi, allora adolescenti, provavamo nel dare il nostro piccolo contributo al quartiere. È stato bello affacciarsi alla vita sentendosi parte di un gruppo variegato ed unito, e scoprire che solo con l’aiuto di tutti, nessuno escluso, i sogni possono realizzarsi davvero.
Ed è con questo spirito, più che mai rinvigorito, che anche quest’anno non siamo mancate al consueto appuntamento della preparazione della sagra: ma soprattutto è con questo spirito che saremo tutte per strada, domenica 19 agosto, a tifare i colori del Ponte.
IL BUON USO DELLA VITTORIA
di Mario La Pietra
Chissà cosa si aspettano i contradaioli del Ponte dalla ormai imminente 37° edizione del Gonfalone?
Dopo i 22 anni di astinenza, vissuta in modi anche molto diversi tra loro dai vari contradaioli, l’anno scorso finalmente è arrivata la tanto sospirata vittoria. Tanti festeggiamenti, entusiasmo alle stelle, qualche sfottò e grande soddisfazione, ma poi tutti hanno cominciato a lavorare per l’edizione successiva. Durante l’inverno l’Associazione è cresciuta sia quantitativamente che qualitativamente, si sono moltiplicate le iniziative anche non attinenti al Gonfalone, molti si sono proposti e avvicinati al “Ponte”, tutto sulle ali dell’entusiasmo….si ma adesso? Adesso siamo di nuovo al punto di partenza? No, non credo. Il Ponte partecipa sempre per vincere questo sia chiaro a tutti, ma se non dovesse succedere non ci sarà la caduta in depressione o nello sconforto né la presa di distanze che ho visto in questo anno in altre parrocchie. Il fatto di aver atteso la vittoria per tanti anni ci ha in un certo senso vaccinati e preparati a qualsiasi risultato e soprattutto ci ha resi più reattivi sotto tutti i punti di vista. I soliti furbetti del quartierino – quelli che capiscono tutto – diranno che stiamo mettendo le “mani avanti” perché sono avvezzi a sottovalutare gli altri; la vittoria del Ponte ha insegnato ed incoraggiato, molti hanno capito che si può fare.
Dice un proverbio popolare cinese: “Coloro che sanno vincere sono molto più numerosi di quelli che sanno fare buon uso della vittoria”.
Tutti al Ponte si aspettano esclusivamente il massimo impegno da ogni singolo atleta, da ogni singola ballerina, dai cuochi, dai creatori dell’angolo caratteristico, da ogni singolo contradaiolo, come è stato in questi 12 mesi, perché la vittoria di squadra è già avvenuta. Il PONTE ha già vinto.
PROVACI ANCORA PONTE!
di Massimo Mastroianni
… è già Gonfalone. Non abbiamo avuto neanche il tempo di metabolizzare la vittoria e già ci ritroviamo ad affilare le ciocie ed ammassare le sagne. Sembra ieri che Mimmo quasi sveniva per la gioia e Salvo esultava più per aver scampato un altro anno di sfottò che per aver riconquistato il drappo. Sembra ieri che correvamo impazziti per la via Vecchia ed abbracciavamo chiunque ci capitasse a tiro, sembra ieri che strappavamo a Luciano il meritato Gonfalone, il nostro Gonfalone. Ma adesso è un altro giorno ed il Ponte deve ripresentarsi al via più combattivo e determinato di sempre. Gli altri non scherzano, neanche noi. Gli altri si sono allenati con grande impegno, noi altrettanto. Gli altri volano in prova, noi siamo al loro fianco. Non abbiamo nulla da invidiare a nessuno e non dobbiamo temere nessuno, noi siamo il Ponte. Cosa più importante però è rispettare l’avversario, anche il più debole, confrontarsi con lui a viso aperto, non concedergli nulla e stringergli lealmente la mano all’arrivo, primo o ultimo che sia. Chi indossa quel grippetto giallorosso sa che ha una grande responsabilità nei confronti del quartiere e della manifestazione e non può tradirla.
Questa responsabilità deve coinvolgere anche tutti gli altri contradaioli perché quel giorno ognuno deve sentirsi virtualmente in gara, perché prima di essere una squadra il Ponte deve essere un quartiere unito e affidabile. Si perde e si vince insieme, come sempre. C’è bisogno della collaborazione e della voce di tutti, grandi e bambini.
Ed allora PROVACI ANCORA PONTE, non abbassare la guardia, mai. Scendi in campo con lo spirito di chi sa di fare bene, di chi sa di aver lavorato bene. Difendi la vittoria e combatti fino alla fine e sii unito, compatto e determinato.
Sono gli avversari che devono far di tutto per sconfiggerci, noi non dobbiamo aiutarli in questo.
La Zona Togo aspetta di diventare giallorosa, coloriamola.